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M. Benvegnù, P. Zanchi, P. Rocchetto, M. Ferrari,
P. Cristina: Assorbimento intestinale e metabolismo delle proteine nell'epatopatia cronica studiati mediante impiego
della seleniometionina-Se75, Archivio Ospedale al Mare, vol XXIX, 1977-1978.
Abstract
E' stata valutata la radioattività plasmatica dopo ingestione di
seleniometionina-Se75 in un gruppo di soggetti di controllo e in due gruppi di epatopatici. In questi ultimi,
specie nella cirrosi epatica, i tassi di radioattività sono risultati significativamente più bassi.
Dal confronto con la curva di attività plasmatica ottenuta dopo somministrazione endovenosa dello stesso nuclide,
risulta che anche la radioattività plasmatica successiva all'ingestione orale dell'aminoacido marcato può costituire
una misura della funzione protidosintetica del fegato.
M. Ferrari, D. Contri, M. Benvegnù, A. Passoni,
P. Rocchetto: Criteri di idoneita' alla salasso periodico. Studio su un gruppo di donatori di sangue del Comune di Venezia, Archivio Ospedale al Mare, vol XXIX, 1977-1978.
Abstract
Gli A.A. espongono i risultati delle indagini clinico-laboratoristiche
relative a 351 donatori di sangue.
Dopo aver sottolineato l'importanza di un ponderato giudizio di idoneità o meno al salasso periodico, viene
riconosciuto nella patologia epatica la condizione morbosa più frequente e più selezionante, che trova nel piccolo e
medio alcoolismo la causa più ricorrente.
M. Ferrari, G. Taroni, D. Contri, G. Molinari, M. Benvegnù,
P. Rocchetto: La cirrosi epatica quale condizione precancerosa: analisi statistica su di un gruppo di indagini
ematochimiche, LAB, J.Res. Lab. Med., VII, 5, 481-486, 1980.
Abstract
L'interpretazione della cirrosi epatica quale condizione precancerosa
trova la sua giustificazione nella elevata frequenza con cui questa epatopatia cronica va incontro a degenerazione
maligna.
Gli Autori, valutando alcune variabili umorali, confrontano una popolazione di cirrotici con una popolazione di
cancrocirrotici, e mettono in risalto come l'ipoalbuminemia e l'aumentata increzione di transaminasi
glutammico-ossalacetica rappresentino caratteristiche del fegato neoplastico.
L'analisi statistica evidenzia infine come tali caratteristiche siano gradualmente raggiunte in una lenta evoluzione che
dalla cirrosi ben compensata porta alla sua degenerazione maligna.
G. Fila, M. Gion, T. Cappelletto, R. Dittadi, R. Mione, M.
Benvegnù, C. Ortolani, L. Rampinelli, S. Fasan, C.A. Mione: Determinazione dei recettori per estrogeni e
progesterone in due casi: carcinoma mammario maschile primitivo e metastasi linfoghiandolare di CCM, Giornale Veneto
di Scienze Mediche, 34-2, 1982.
Abstract
I dati relativi alla presenza di recettori per estrogeni (ER) e nel
carcinoma della mammella maschile riportano valori superiori all'85%. I recettori per progesterone (PgR) sono presenti
in circa il 65% dei casi. Non sembra ci sia tuttavia una esatta correlazione tra questi elevati valori di positività e
la risposta alla terapia endocrina. La letteratura su questo argomento appare tuttavia troppo limitata per esprimere un
giudizio definitivo.
In questo lavoro riportiamo la valutazione dei recettori per ER e PgR in un caso di carcinoma della mammella maschile
(CCM) e in un caso di metastasi linfoghiandolare di CCM.
E. Moro, M.E. Benvenuti, M. Pasini, M. Benvegnù,
M. Pasquino: Follow-up clinico-endoscopico dell'ulcera gastrica in eta' geriatrica, Giornale Italiano di
Endoscopia Digestiva, Atti 14° Congresso Nazionale S.I.E.D, 1991.
Abstract
Allo scopo di valutare l'utilità di un follow-up dell'ulcera gastrica
(U.G.) in età geriatrica abbiamo confrontato 82 pazienti di età superiore ai 65 anni (33 maschi e 49 femmine) con un
gruppo di 111 pazienti di età inferiore ai 65 anni (77 maschi e 34 femmine) affetti da U.G. Abbiamo considerato la
risposta terapeutica ed il rischio di neoplasie nei due gruppi.
Dopo quattro settimane di terapia con H2 bloccanti la cicatrizzazione è stata ottenuta nel 72% e nel 55% dei
soggetti rispettivamente al di sotto e al di sopra dei 65 anni; mentre dopo otto settimane di terapia la percentuale di
cicatrizzazione era dell'89% in entrambi i gruppi.
I pazienti slow responders rappresentavano il 6.4% dei giovani e il 9.5% degli anziani, mentre i non responders il 9.6%
e il 5.4% rispettivamente. 85 pazienti (46 giovani e 39 anziani) in terapia di mantenimento con H2 bloccanti
sono stati controllati endoscopicamente a 3, 6 e 12 mesi dall'avvenuta cicatrizzazione dell'ulcera: nel corso dei primi
6 mesi il 6.5% dei pazienti, tutti in età inferiore ai 65 anni, ha presentato una recidiva dell'ulcera, mentre al
termine del follow-up le recidive erano avvenute nel 15.5% dei giovani e nel 14.8% degli anziani.
Sono state riscontrate lesioni precancerose nel 20% dei soggetti giovani e nel 16% degli anziani: si trattava di
displasia lieve nel 16.2% e 12.2% dei casi e dì displasia moderata-grave nel 4.5% e 3.5% rispettivamente nei due
gruppi. Nel corso del follow-up sono stati identificati 7 adenocarcinomi, 3 di quali erano early gastric cancer: 4 nel
gruppo dei giovani e 3 in quello degli anziani. In tutti i casi il riscontro della neoplasia è avventuto nei primi 3
mesi di follow-up.
I nostri dati confermano quindi l'utilità di un follow-up clinico-endoscopico nell'ulcera gastrica dell'anziano in
quanto questa presenta lo stesso rischio di recidive e di degenerazione neoplastica che nel giovane.
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E. Moro, M. Benvegnù, G. Bittolo Bon: HBV
infection in chronic alcoholics, J. of Hepatology, Abstracts of the third international conference current trends in
chronically-evolving viral hepatitis, 1992.
Abstract
In order to evaluate the role of HBV infection in the development of
Iiver-cirrhosis in heavydrinkers, we studied HBV markers in 115 subjects (107 men and 8 women, average age 55 yrs), with
a chronic ethanol intake more than 100 g/day and in a control group of no-drinkers (79 men and 22 women, average age
56).
The overall HBV positivity rate (56.6% vs. 44%) and the prevalence of HBsAg carriers (6% vs. 1%) were higher in
alcoholics than in controls. Among alcoholics, 47 of them were suffering from liver cirrhosis (14 belonged to Child
class A; 16 to Child class B, and 7 to Child class C), 36 had alcoholic hepatitis and finally, 32 were suffering from
Iiver steatosis. The heavy drinkers were divided into two groups: the first (65 patients) with positivity for any HBV
markers and the second (50 patients) without positivity for any HBV markers. The severity ot liver disease was not
related to HBV infection: in fact we found a higher percentage (48% va. 35%) of cirrhosis in the group without a
previous HBV infection (6 out of them belonged to Child class C). On the other hand the percentage of cirrhosis (57%)
was higher only in the alcoholics unable to clear the virus (HBsAg carriers).
Our data suggest that:
- HBV intections occur more frequently in alcoholics
- heavy drinkersa present a Iower HBV clearance
- alcoholics unable to clear HBV have a higher probability to develop cirrhosis.
E. Moro, M. Pasini, M.E. Benvenuti, G. Cocco, M. Benvegnù,
M. Pasquino: La secrezione gastrica nelle anemie sideropeniche non emorragiche dell'adulto, X Congresso nazionele
AIGO, 1991.
Abstract
Abbiamo sottoposto 52 pazienti che presentavano anemia sideropenica a
sondaggio gastrico basale e dopo stimolo con pentagastrina.
Considerando i valori del P.A.O. come indice di massa cellulare, il 26% dei soggetti dimostrava un quadro compatibile
con un'atrofia gastrica. Analoghi risultati sono stati evidenziati in 25 soggetti che presentavano un'anemia
sideropenica. I valori di B.A.O., M.A.O. e P.A.O. di entrambi questi gruppi risultavano significativamente ridotti
rispetto ad un gruppo di controllo di soggetti sani.
I dati di questo studio confermano la possibilità che l'iposecrezione acido-cloridrica rappresenti una causa di anemia
sideropenica legata al malassorbimento marziale.
E. Moro, M.E. Benvenuti, M. Benvegnù, M. Pasini,
M. Pasquino: L'ulcera gastrica nell'anziano: epidemiologia, clinica e terapia, Giornale di Gerontologia, atti
Congresso Soc. It. di Gerontologia e Geriatria, 1991.
Abstract
L'ulcera gastrica (U.G.) nell'anziano è una patologia piuttosto
frequente gravata da un maggior rischio di complicanze e da una più elevata mortalità rispetto a quella riscontrata un
pazienti in giovane età. D'altra parte sembra che vi sia una eguale risposta alla terapia con H2 bloccanti
sia per quanto riguarda la cicatrizzazione che la recidiva dell'U.G. indipententemente dall'età del soggetto.
In questo studio abbiamo valutato le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e terapeutiche in un gruppo di 82
pazienti di età superiore ai 65 anni (33 maschi e 49 femmine) e in un gruppo di 111 pazienti (77 maschi e 34 femmine)
di età inferiore che presentavano una U.G. endoscopicamente documeutata. L'U.G. è risultata più frequente nelle donne
al di sopra dei 65 anni e negli uomini al di sotto di tale età.
Per quanto riguarda le abitudini voluttuarie solo il 23% dei pazienti anziani era fumatore e circa la metà era un
bevitore moderato, mentre più elevata risultava la percentuale sia dei fumatori (64.6%) che dei bevitori (66%) nei
soggetti giovani. Il 25% degli anziani infine aveva fatto uso di farmaci antinfiammatori non steroidei. Non abbiamo
riscontrato significative differenze nei 2 gruppi studiati per quanto riguarda la sintomatologia, mentre le complicanze
emorragiche sono risultate 4 volte più frequenti nel gruppo degli anziani (24%).
Venendo alle caratteristiche morfologiche, nel nostro studio le ulcere nell'anziano sono più frequentemente localizzate
nella regione del fondo e del corpo gastrico (30%), sono di dimensioni spesso maggiori di 10 mm. di diametro (47.6%) e
sono associate più frequentemente ad atrofia e metaplasia della mucosa gastrica (36.6%). Il riscontro di lesioni
displasiche è risultato invece sovrapponibile nei 2 gruppi (16%).
La cicatrizzazione dell'U.G. mediante farmaci antisecretori è avvenuta in tempi più lunghi negli anziani: infatti dopo
4 settimane di terapia la cicatrizzazione era stata ottenuta nel 55% degli anziani e nel 72% dei giovani mentre la
percentuale è risultata sovrapponibile nei 2 gruppi (85%) al termine di 8 settimane di terapia. Un maggior numero di
pazienti anziani (9.5%) si è dimostrato slow responder (cicatrizzazione avvenuta dopo 90 giorni di terapia), mentre il
numero di soggetti non responder (5.5%) è risultato inferiore rispetto al gruppo dei giovani (9.6%).
85 soggetti (46 giovani e 39 anziani) in terapia di mantenimento con H2 bloccanti sono stati seguiti con un
follow-up clinico ed endoscopico che prevedeva controlli a 3, 6, 12 mesi dalla cicatrizzazione dell'ulcera. Durante il
follow-up abbiamo riscontrato una percentuale di recidive (15%) sovrapponibile nei 2 gruppi. Ma, mentre nei giovani
circa la metà di queste si era verificata nei primi 6 mesi, negli anziani tutte le recidive sono state evidenziate dopo
i primi 6 mesi di follow-up. Abbiamo riscontrato infine nel corso del follow-up 7 adenocarcinomi, 3 dei quali early
gastric cancer, 4 nei pazienti giovani e 3 in pazienti anziani.
I nostri dati confermano pertanto che l'U.G. è una patologia frequente anche in età geriatrica associata in
percentuale maggiore che nel giovane a complicauze emorragiche probabilmente legate alla maggior assunzione di farmaci
antiifiammatori non steroidei e alla presenza di ulcere di maggiori dimensioni. La cicatrizzazione dell'ulcera avviene
in tempi più lunghi in relazione alle caratteristiche morfologiche della lesione - maggiori dimensioni, localizzazione
al fondo o al corpo - e alla più frequente associazione con gastrite atrofica e metaplasia intestinale. Le recidive
sono invece più precoci nei giovani e soprattutto nel gruppo dei fumatori. Infine il rischio di associazione con
lesioni precancerose e di degenerazione neoplastica è analogo nei 2 gruppi.
E. Moro, M. Pais, M. Benvegnù, M. Ferrari, G. Bittolo Bon: Riduzione del
fabbisogno di insulina dopo splenectomia in un paziente diabetico con cirrosi epatica ed ipertensione portale,
Minerva gastroenterol Dietol, 1994; 40:213-8
Abstract
È frequente che in corso di cirrosi epatica il diabete mellito
presenti spiccati caratteri di insulinoresistenza.
Il caso clinico descritto tratta di un soggetto cirrotico che ha sviluppato un diabete insulinoresistente in un periodo
di sei anni. Il paziente, che presentava una severa ipertensione portale con varici esofagee ed enorme splenomegalia con
piastrinopenia, è stato sottoposto ad intervento di splenectomia per le continue e gravi epistassi cui andava soggetto.
Dopo l'intervento si è assistito ad una drastica riduzione dell'insulino-resistenza (il fabbisogno insulinico è
passato da 126 a 10 U.I. die), in concomitanza con un miglioramento della funzionalità epatica.
Gli Autori ritengono che la scomparsa della insulino-resistenza possa dipendere dai seguenti fattori determinatisi dopo
l'intervento:
- Una riduzione dell'ipertensione portale con riduzione della sintesi di glucagone;
- Un miglior metabolismo del glucosio, dell'insulina e del glucagone legato alla migliorata funzione epatica;
- Una riduzione della downregulation recettoriale per la riduzione dell'insulina circolante.
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